Restauro, ripristino e riqualificazione ambientale

Le attività di C.Re.Ha. nature per il restauro, ripristino e riqualificazione ambientale sono una risposta concreta all’allarmante impoverimento del patrimonio ambientale e paesaggistico mondiale che in Europa si è particolarmente aggravato nell’ultimo decennio. La gravità del fenomeno, riconosciuta anche da una consistente fetta della collettività e delle amministrazioni, ha  pubbliche ha indotto la definizione di adeguamenti legislativi nazionali e comunitarie orientati alla conservazione degli ambienti naturali e degli agroecosistemi ad alto valore ambientale. In questo contesto stanno diventando sempre più numerosi i progetti di intervento posti in atto sui sistemi ambientali da diversi enti pubblici o società private, che trovano attuazione anche attraverso piani di finanziamento comunitari. In questo campo, che prevede operatori dotati di una specifica preparazione tecnico-scientifica con capacità di reperire, analizzare ed elaborare dati territoriali di tipo geomorfologico, climatico, paesaggistico e biologico, la società cooperativa C.Re.Ha. nature ha maturato una buona esperienza in ambiti applicativi diversi che sono direttamente legati ai campi d’azione della stessa. In tale ambito C.Re.Ha. nature offre i seguenti servizi:

  • conservazione della biodiversità in aree protette, qualora venga attuata attraverso la ricostruzione di ambienti naturali o seminaturali ormai degradati o completamente distrutti (in particolar modo ambienti indispensabili alla conservazione di specie animali o vegetali inseriti nella Direttiva Habitat, quali ad esempio, le aree umide o i sistemi dunali costieri);
  • riqualificazione ambientale in aree protette (interessate ad esempio da rimboschimenti realizzati con essenze improprie, dall’abbandono delle tradizionali pratiche agricole o pastorali con la conseguente alterazione della qualità ambientale, dall’invasione di specie vegetali esotiche, ecc.);
  • interventi di reintroduzione, ricostituzione o introduzione di specie in aree protette, tecniche comunemente adottate nelle strategie conservazionistiche, che richiedono una dettagliata conoscenza dell’ecologia delle specie e degli habitat coinvolti.
    Ogni trasferimento di specie infatti, costituendo un intervento diretto e deliberato sui delicati equilibri naturali, deve quindi essere eseguito nell’osservanza di prassi che prevedano uno studio di fattibilità preliminare (stato tassonomico della specie, variabilità genetica nell’area di ripartizione naturale e all’interno delle popolazioni esigenze ecologiche, biologia della riproduzione, studio ambientale ecc.), una fase di preparazione (prove sperimentali di propagazione e di coltivazione, stima dei tempi di crescita, del minimo numero di propaguli, dei tempi e dei costi di gestione del progetto, ecc.), una fase di intervento (da realizzare con estrema attenzione alla salvaguardia del substrato e alla sua evolzione futura) ed una fase di verifica (attraverso monitoraggi periodici);
  • restauro ambientale, ad esempio successivo ad interventi quali ripristino ambientale di discariche o interramento di gasdotti, oleodotti, elettrodotti. In particolare, il restauro ambientale di aree naturali parzialmente distrutte per l’interramento di condutture deve prevedere, oltre ad un’approfondita analisi paesaggistica e vegetazionale e all’individuazione delle specie da utilizzare e delle comunità vegetali da ricostruire, l’individuazione, il reperimento e l’utilizzo di materiale vegetale autoctono. Nel caso delle discariche, l’All.2 del d.lgs. 36/2003 prevede che la gestione post-operativa debba condurre al ripristino ambientale dell’area tramite un piano che porti l’area di discarica ad una fase ultima in cui si può considerare praticamente inesistente l’impatto dell’impianto sull’ambiente. Il piano di ripristino ambientale deve prevedere la destinazione d’uso dell’area tenendo conto della destinazione futura, delle condizioni precedenti l’apertura della discarica e delle caratteristiche proprie del territorio. Il reinserimento paesaggistico previsto dalla normativa vigente è di fatto attuato tramite una rivegetazione della copertura finale, operazione di ardua applicazione date le proibitive caratteristiche ambientali del sito di intervento (alterazione dell’idrologia, emissione di gas e di calore ecc). La scelta delle essenze vegetali e delle modalità di impianto deve essere compiuta in base ad uno studio che tenga conto degli elementi specifici del sito, la definizione dell’area e delle zone limitrofe negli aspetti morfologici/geomorfologici, geologici, idrogeologici, climatici, gestionali, vegetazionali, faunistici, paesaggistici, cartografici;
  • interventi di mitigazione o di compensazione previsti dalla normativa vigente in materia di gestione delle aree protette, conseguenti a manomissioni inevitabili.

È prevedibile che in un prossimo futuro, anche nel nostro Paese, la mutata sensibilità ambientale dei cittadini e l’emanazione di specifiche norme regoleranno lo svolgimento delle ordinarie attività di gestione del territorio all’insegna della tutela ambientale e della conservazione della biodiversità evitando, laddove sia possibile, fenomeni di “inquinamento verde” dovuto all’utilizzo di specie alloctone in sistemazioni dei bordi stradali, interventi di ingegneria naturalistica, ripristino di versanti soggetti a smottamenti e frane, realizzazione di aree verdi, ecc.
L’azione specifica di C.Re.Ha. nature in questo settore sarà, a seconda dei casi, quella di consulenza, progettazione e realizzazione degli interventi.

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